Che cosa rimborsa davvero una polizza annullamento, le esclusioni più frequenti, il nodo delle malattie preesistenti e perché va stipulata il giorno stesso della prenotazione.
Gennaio: una coppia prenota un viaggio di gruppo per settembre e versa l’acconto. Luglio: la madre di lei cade in casa e si rompe il femore, e partire diventa impossibile. A sei settimane dalla partenza le penali previste dal contratto sono già una parte importante del prezzo. È esattamente il caso per cui esiste l’assicurazione annullamento, e in agenzia ne vediamo qualcuno ogni anno.
Non è però una polizza che copre tutto, e non sempre è necessaria. Proviamo a fare ordine, senza nomi di compagnie: le condizioni cambiano da una polizza all’altra, e quello che conta è saperle leggere.
Che cosa copre
L’assicurazione annullamento rimborsa la penale che l’organizzatore vi trattiene se rinunciate al viaggio prima della partenza per uno dei motivi previsti dalla polizza. Non rimborsa il viaggio in sé: rimborsa quello che perdereste annullando.
Le polizze si dividono, a grandi linee, in due famiglie:
- a rischi nominati: coprono solo le cause elencate, di solito malattia, infortunio o decesso dell’assicurato, di un familiare o del compagno di viaggio iscritto insieme a lui, più qualche altro evento come danni gravi all’abitazione o una convocazione in tribunale;
- per qualsiasi causa documentabile: coprono ogni motivo imprevisto e oggettivamente documentabile, salvo le esclusioni. Costano di più e lasciano meno zone grigie.
Due voci vanno sempre controllate. Lo scoperto o la franchigia, cioè la parte del danno che resta comunque a vostro carico, e il massimale, la cifra massima rimborsabile a persona, che deve coprire il costo intero del viaggio. Verificate anche chi rientra nella definizione di «familiare»: in alcune polizze suoceri, cognati o nipoti ci sono, in altre no.
Le esclusioni più frequenti
Ogni polizza ha le sue, ma alcune ricorrono quasi sempre:
- il semplice ripensamento, o un impegno di lavoro, se la polizza non lo prevede espressamente;
- gli eventi già noti o prevedibili al momento della prenotazione o della stipula;
- i documenti non validi: un passaporto scaduto o un visto non richiesto in tempo non sono motivi di annullamento coperti;
- alcune malattie preesistenti, di cui parliamo qui sotto;
- la parte di penale dovuta al ritardo nel comunicare l’annullamento.
L’ultimo punto merita una spiegazione. Le penali crescono man mano che la partenza si avvicina, e l’assicurazione di solito rimborsa quella in vigore il giorno in cui si è verificato l’evento. Se aspettate una settimana «per vedere come va» e nel frattempo la penale sale, la differenza resta a vostro carico.
Malattie preesistenti: leggete bene questa parte
È il punto da cui nascono quasi tutte le contestazioni. Molte polizze escludono o limitano la copertura per le malattie già presenti al momento della stipula, soprattutto se non sono stabili: ricoveri recenti, terapie appena modificate, accertamenti in corso. Altre coprono le riacutizzazioni improvvise e imprevedibili di una malattia cronica, ma non il suo decorso normale.
La questione riguarda anche i familiari. Se prenotate mentre un genitore anziano ha una patologia cronica, chiedete in modo esplicito, e per iscritto, se un suo peggioramento sarebbe coperto. E se la polizza prevede un questionario, rispondete con precisione: una dichiarazione inesatta può far perdere il diritto al rimborso proprio quando serve.
Quando stipularla
La risposta breve è: il giorno della prenotazione. Molte polizze vanno sottoscritte contestualmente alla conferma del viaggio o entro pochi giorni, e alcune non si possono più acquistare a ridosso della partenza. C’è anche una ragione di buon senso: tutto quello che succede fra la prenotazione e la stipula, una diagnosi o un ricovero, diventa un evento noto, e quindi escluso.
Il costo dipende dal prezzo del viaggio e dal tipo di copertura; in genere è pari a qualche punto percentuale della quota. Se nel viaggio ci sono voli o alberghi comprati per conto vostro, ricordate che una polizza legata al pacchetto non li copre: vanno assicurati a parte, o accettati come rischio.
Se dovete annullare
- Avvisate subito l’agenzia per iscritto, anche solo con una email, anche se sperate ancora di partire.
- Aprite la denuncia con l’assicurazione entro i termini previsti dalla polizza, spesso pochi giorni.
- Raccogliete i documenti: certificato medico con diagnosi e prognosi, contratto di viaggio, ricevute dei pagamenti, comunicazione della penale applicata.
- Conservate copia di tutto e annotate date e nomi delle persone con cui parlate.
Annullamento, spese mediche, bagaglio: tre coperture diverse
Si confondono spesso, ma servono a cose diverse.
- Annullamento: interviene prima della partenza, sulle penali.
- Spese mediche e assistenza: interviene durante il viaggio. Copre visite e ricoveri, organizza il rientro sanitario in Italia e mette a disposizione una centrale operativa raggiungibile 24 ore su 24. Fuori dall’Unione Europea è indispensabile, e il massimale va scelto in base alla destinazione: per gli Stati Uniti deve essere molto alto. In Europa la tessera sanitaria (TEAM) dà accesso alle cure pubbliche alle stesse condizioni dei residenti, ma non copre le strutture private né il rientro in Italia.
- Bagaglio: rimborsa furto, danneggiamento o ritardata consegna, con limiti per singolo oggetto. Se una valigia non arriva, il primo passo resta la denuncia all’ufficio bagagli dell’aeroporto, prima di uscire dall’area arrivi.
Spesso i pacchetti includono una polizza medico-bagaglio di base: chiedete quali sono i massimali e se conviene integrarla per la vostra destinazione.
Quando conviene davvero
Secondo la nostra esperienza conviene quando:
- prenotate con molti mesi di anticipo;
- il viaggio ha un costo importante e penali alte a ridosso della partenza;
- in famiglia c’è una persona anziana o fragile, o una situazione di salute da tenere d’occhio;
- il vostro lavoro, o quello di chi viaggia con voi, rischia imprevisti e la polizza li prevede.
Ha meno senso per un viaggio breve prenotato pochi giorni prima, con penali basse, o quando tutti i servizi sono modificabili senza costi.
Ricordate anche che una parte dei rischi è già coperta dalla legge. Se nel luogo di destinazione si verificano circostanze inevitabili e straordinarie che incidono in modo sostanziale sul viaggio, come una calamità naturale o un conflitto, il Codice del Turismo vi consente di recedere prima della partenza senza pagare penali, con il rimborso integrale di quanto versato. In quel caso l’assicurazione non serve. La valutazione però si fa caso per caso, e gli avvisi pubblicati su viaggiaresicuri.it dalla Farnesina sono il primo riferimento.
Le polizze che proponiamo le leggiamo volentieri insieme a voi prima della firma, clausola per clausola, comprese le esclusioni e la definizione di familiare. Se state pensando a un viaggio e volete capire quale copertura ha senso nel vostro caso, prenotate una consulenza in agenzia, in via Santo Stefano 42 a Bologna, oppure chiamateci allo 051 588 2140.
Il viaggio di cui parliamo
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