Islanda d’estate o d’inverno? Due viaggi diversi

Aurora boreale sopra una casetta rossa nella neve dell'Islanda del nord

Sole di mezzanotte o aurora boreale, strade F aperte o tempeste di neve, giro completo o poche basi: come cambia un viaggio in Islanda fra giugno e febbraio.

Sono stato in Islanda la prima volta a giugno e la seconda a febbraio, e nei primi giorni del secondo viaggio ho avuto l’impressione di non riconoscere il paese. Stesse strade, stesse cascate, stesso vento, ma un viaggio completamente diverso: per ritmo, per costi, per quello che si riesce a vedere. Quando ci chiedono «meglio d’estate o d’inverno?», la risposta non è una stagione ma un’altra domanda: che viaggio volete fare?

La luce: sole di mezzanotte o aurora boreale

A fine giugno, a Reykjavík, il sole tramonta verso mezzanotte e risorge intorno alle tre; in mezzo c’è un lungo crepuscolo che non diventa mai buio. Al nord, verso Akureyri, la notte praticamente non arriva. È una sensazione strana e bellissima: si cena alle otto, si esce a fare due passi e alle undici c’è ancora la luce di un pomeriggio. Il rischio è non accorgersi della stanchezza. Una mascherina per dormire va in valigia, perché non tutte le camere hanno tende oscuranti.

A dicembre, all’opposto, le ore di luce a Reykjavík sono quattro o cinque: il sole sorge dopo le undici e tramonta verso le tre e mezza del pomeriggio. A metà febbraio sono già più di otto, ed è il compromesso che preferisco per un viaggio invernale. Il buio, però, è la condizione per vedere l’aurora boreale, più o meno da settembre ad aprile. Servono notti limpide, lontano dalle luci, e un po’ di attività solare. L’Istituto meteorologico islandese pubblica su vedur.is una previsione dell’aurora con la mappa della copertura nuvolosa, da consultare ogni sera.

Va detto con onestà: l’aurora non si prenota. Abbiamo avuto viaggiatori che l’hanno vista quattro notti su sei e altri che non l’hanno vista mai. Un viaggio invernale deve valere la pena anche senza.

Le strade: Ring Road, strade F e meteo

La Ring Road, la statale numero 1, gira intorno all’isola per circa 1.300 chilometri. D’estate è asfaltata quasi ovunque e scorrevole, con molti ponti a una sola corsia: passa chi arriva per primo, e conviene comunque rallentare.

Le strade F, quelle degli altipiani interni contrassegnate dalla lettera F, sono un capitolo a parte. Aprono solo d’estate, a seconda della strada fra giugno e luglio, quando neve e disgelo lo permettono, e richiudono fra settembre e l’inizio dell’autunno; le aperture si controllano su umferdin.is, il sito dell’amministrazione stradale islandese. Per legge si percorrono solo con un 4×4, e molte prevedono guadi: i danni causati dall’acqua, di norma, non sono coperti dalle assicurazioni dei noleggi. Per una giornata a Landmannalaugar, il nostro consiglio è l’autobus di linea per gli altipiani o un’escursione con guida e mezzo adatto, non l’auto a noleggio.

D’inverno la Ring Road resta in gran parte percorribile, ma può chiudere anche per un giorno intero a causa di una tempesta, soprattutto al nord, a est e sui passi. Ghiaccio, neve trasportata dal vento e raffiche fortissime sono la normalità. Le auto a noleggio montano pneumatici invernali, spesso chiodati, e un 4×4 è caldamente consigliato. Ogni mattina, prima di partire, si controllano tre siti: umferdin.is per le strade, vedur.is per il meteo, safetravel.is per gli avvisi.

Regole che valgono tutto l’anno

  • I fari restano accesi sempre, anche di giorno.
  • Guidare fuori strada è vietato e punito con multe molto pesanti: il muschio danneggiato impiega decenni a ricrescere.
  • Non ci si ferma sulla carreggiata per fotografare: si cerca una piazzola.
  • Le portiere si aprono tenendole saldamente. Il vento può piegarle, e quel danno spesso non è coperto dall’assicurazione.
  • I limiti di velocità sono bassi: 90 km/h sull’asfalto fuori dai centri abitati, 80 sullo sterrato, 50 in paese.

Quanto costa, stagione per stagione

L’Islanda è cara tutto l’anno: una zuppa di carne e una birra in un locale di Reykjavík si avvicinano facilmente ai quaranta euro. Le differenze stanno altrove.

  • Estate. Luglio e agosto sono i mesi più cari per alberghi e auto a noleggio. Lungo la Ring Road, soprattutto nei fiordi orientali e al nord, le strutture sono poche e si esauriscono presto: conviene prenotare con sei-nove mesi d’anticipo.
  • Inverno. Le camere costano meno e si trovano più facilmente, ma il viaggio si arricchisce di escursioni guidate quasi obbligate, dalle grotte di ghiaccio ai fuoristrada, e il noleggio di un 4×4 incide sul totale.
  • Tutto l’anno. L’acqua del rubinetto è ottima e gratuita, i supermercati costano molto meno dei ristoranti e le piscine comunali, con le vasche calde all’aperto, si pagano una frazione delle lagune più famose. Sono anche il posto migliore per scambiare due parole con gli islandesi.

Cosa cambia nell’itinerario

D’estate: il giro completo

Con dieci-dodici giorni si fa tutta la Ring Road senza fretta: il Circolo d’oro con Þingvellir, Geysir e Gullfoss; la costa sud con Seljalandsfoss, Skógafoss e Vík; il ghiacciaio Vatnajökull e la laguna di Jökulsárlón; i fiordi orientali; Dettifoss e il lago Mývatn, il cui nome significa «lago dei moscerini» (una retina per la testa è utile davvero); Húsavík per le balene; Akureyri; e, se avanzano due giorni, la penisola di Snæfellsnes. Le pulcinelle di mare nidificano sulle scogliere più o meno da maggio a metà agosto. La media è di 150 chilometri al giorno, ma alcune tappe arrivano a 300: con la luce fino a mezzanotte, nessuno ha fretta di rientrare.

D’inverno: meno chilometri, più margine

Per un primo viaggio invernale il giro completo in auto è sconsigliabile. Meglio sei-otto giorni con due o tre basi: Reykjavík e il Circolo d’oro, la costa sud fino a Vík e Jökulsárlón, con una visita alle grotte di ghiaccio del Vatnajökull, possibile più o meno da novembre a marzo e solo con guide autorizzate. Chi vuole il nord può volare da Reykjavík ad Akureyri e restare qualche giorno intorno a Mývatn. Non più di 200 chilometri al giorno, mai di notte, e un giorno di margine prima del volo di ritorno, perché una tempesta può bloccare la strada per l’aeroporto.

Due avvertenze per entrambe le stagioni

Sulla spiaggia nera di Reynisfjara, vicino a Vík, le onde anomale hanno causato incidenti mortali: si sta lontani dalla battigia e si rispettano i segnali di allerta all’ingresso. La penisola di Reykjanes, dove si trova l’aeroporto internazionale, dalla fine del 2023 ha avuto una serie di eruzioni vulcaniche nella zona di Grindavík: aree chiuse e percorsi cambiano, quindi prima di partire e durante il viaggio controllate gli avvisi su safetravel.is.

Cosa mettere in valigia

  • In entrambe le stagioni: giacca e pantaloni impermeabili, strati di lana o tessuto tecnico, berretto e guanti, scarponcini impermeabili, costume da bagno.
  • D’estate: mascherina per dormire, retina antimoscerini per Mývatn, e la consapevolezza che 12 gradi sono una bella giornata.
  • D’inverno: ramponcini da calzare sulle scarpe per i sentieri ghiacciati, intimo termico, una lampada frontale e una batteria di riserva per il telefono, che con il freddo si scarica in fretta.

Allora, quale scegliere?

Se è il vostro primo viaggio in Islanda, se vi piace camminare e volete vedere l’isola intera, scegliete l’estate, da metà giugno a fine agosto. Se l’aurora è il motivo del viaggio e accettate giornate corte e un programma che può cambiare per il meteo, scegliete l’inverno, meglio febbraio o inizio marzo. Settembre è una via di mezzo interessante: meno persone, le prime aurore, ma le strade F cominciano a chiudere e il tempo si fa più incerto.

L’Islanda fa parte dell’area Schengen e per i cittadini italiani oggi basta la carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto; controllate comunque la scheda aggiornata su viaggiaresicuri.it prima di partire. Da Bologna di solito si vola con uno scalo; da Milano ci sono anche voli diretti, in parte stagionali, di circa quattro ore.

Il nostro viaggio Islanda: Ring Road d’estate segue il giro completo dell’isola in piccolo gruppo, con le notti prenotate con largo anticipo lungo i fiordi orientali e la giornata negli altipiani affidata a mezzi adatti. Nel carnet trovate, tappa per tappa, i chilometri, le soste per il rifornimento e le piscine dove fermarsi a fine giornata.

Strada sterrata tra i campi di lava coperti di muschio sotto il sole di mezzanotte Il viaggio di cui parliamo Islanda Ring Road d'estate da € 3.490