Giappone in primavera senza correre

Colazione giapponese tradizionale su vassoio laccato in un ryokan

Dodici giorni fra Kyoto, Kanazawa e Tokyo con tre sole basi: quando partire per la fioritura, se il JR Pass conviene ancora, come comportarsi in ryokan e come dosare le giornate.

Il programma che ci portano più spesso in agenzia è più o meno questo: dodici giorni, sei città, un treno quasi ogni mattina. Sulla carta funziona; in pratica si passa metà del viaggio fra valigie, stazioni e check-in. Il Giappone in primavera merita l’opposto: poche basi, giornate con un solo obiettivo forte, il tempo per sedersi sotto un ciliegio senza guardare l’orologio.

Questo è l’itinerario che costruiamo più spesso per chi ci va la prima volta: Kyoto, Kanazawa, Tokyo. Tre città, due trasferimenti lunghi in treno, nessuna corsa.

Quando partire: la finestra della fioritura

Il ciliegio più diffuso, la varietà somei-yoshino, a Kyoto e a Tokyo fiorisce di solito fra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile; a Kanazawa, più a nord e sul versante del Mar del Giappone, qualche giorno dopo. La piena fioritura dura circa una settimana, e una giornata di pioggia e vento può accorciarla. Le previsioni, che in Giappone si seguono come un bollettino sportivo, escono a fine inverno e si aggiornano ogni settimana.

Per questo non costruiamo mai un viaggio attorno a una data precisa. Una partenza fra fine marzo e metà aprile offre buone probabilità di trovare i fiori almeno in una delle tre città; e se il picco è passato, a metà aprile arrivano i yaezakura, i ciliegi a fiore doppio, più tardivi. Da evitare invece la Golden Week, dal 29 aprile ai primi giorni di maggio: è il periodo in cui viaggiano i giapponesi, e treni e alberghi si riempiono.

Un’avvertenza: a Kyoto, nelle settimane della fioritura, gli alberghi migliori si esauriscono con molti mesi d’anticipo. Per la primavera 2027 conviene decidere entro l’autunno.

L’itinerario, giorno per giorno

  • Giorno 1. Partenza dall’Italia con uno scalo. Conviene un biglietto multitratta: arrivo a Osaka Kansai, rientro da Tokyo, così non si torna mai indietro.
  • Giorno 2. Arrivo a Kansai e treno espresso per Kyoto, circa un’ora e un quarto. Pomeriggio libero, cena vicino all’albergo, a letto presto.
  • Giorni 3–5: Kyoto. Un quartiere al giorno: Higashiyama e il Sentiero del filosofo; Fushimi Inari alle sette del mattino e poi Gion; Arashiyama di buon’ora, oppure mezza giornata a Nara, fra i 35 e i 45 minuti di treno.
  • Giorno 6. Trasferimento a Kanazawa e pomeriggio al Kenrokuen, considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone. Dal 2024 non c’è più il treno diretto: si prende il Thunderbird fino a Tsuruga e lì lo Shinkansen, in tutto poco più di due ore con un cambio.
  • Giorni 7–8: Kanazawa. Il mercato di Omicho a colazione, le case da tè di Higashi Chaya, le vie dei samurai di Nagamachi, il Museo del XXI secolo. Una notte in ryokan in una delle località termali di Kaga, a circa un’ora, oppure una giornata a Shirakawa-go con l’autobus.
  • Giorno 9. Hokuriku Shinkansen per Tokyo, circa due ore e mezza.
  • Giorni 10–11: Tokyo. Yanaka e Ueno, Asakusa al mattino presto, un giardino tranquillo come il Kiyosumi, una gita a Kamakura o a Nikko.
  • Giorno 12. Volo di rientro da Haneda o Narita.

Un accorgimento che usiamo sempre: le valigie grandi partono da Kyoto direttamente per l’albergo di Tokyo con il servizio di consegna bagagli, il takkyubin, e verso Kanazawa si viaggia con un bagaglio piccolo. Costa qualche migliaio di yen a collo e si prenota alla reception.

JR Pass: fate i conti prima di comprarlo

Per anni il Japan Rail Pass è stato un acquisto quasi automatico. Dall’ottobre 2023 non è più così: il pass ordinario da 7 giorni è passato da 29.650 a 50.000 yen, e in proporzione sono aumentati anche quelli da 14 e 21 giorni. Per un itinerario come questo, con pochi spostamenti lunghi distribuiti su dodici giorni, il pass nazionale spesso costa più dei biglietti singoli.

Le alternative da confrontare sono tre:

  • Biglietti singoli, comprati in stazione o sui servizi online delle compagnie JR, con posto riservato. In primavera la prenotazione del posto è caldamente consigliata.
  • Pass regionali. L’Hokuriku Arch Pass è pensato proprio per l’arco Tokyo–Kanazawa–Kyoto–Osaka: da confrontare con la somma dei biglietti.
  • Una carta IC (Suica, ICOCA o PASMO, anche nella versione per smartphone) per metropolitane, autobus urbani e treni locali. Si usa anche in molti konbini.

Prezzi e condizioni di pass e biglietti sono cambiati più volte negli ultimi anni, e il cambio dello yen fa il resto: verificateli sui siti ufficiali delle compagnie JR al momento di prenotare. Nei nostri viaggi questo calcolo lo facciamo noi, tratta per tratta.

Il ryokan: poche regole, da rispettare

Una notte in ryokan, la locanda tradizionale con tatami e bagno termale, è spesso il ricordo più forte del viaggio. Si arriva verso le tre del pomeriggio, e tutto funziona meglio se si conoscono le regole della casa:

  • Le scarpe si tolgono all’ingresso, nel genkan, e si indossano le pantofole. Sul tatami si entra scalzi o in calze; per il bagno ci sono pantofole apposite, che dal bagno non escono.
  • Lo yukata, la veste di cotone che trovate in camera, si chiude con il lembo sinistro sopra il destro. Al contrario si veste solo chi è morto.
  • Al bagno comune ci si lava prima, seduti sugli sgabelli, e si entra nella vasca puliti e senza costume. Il piccolo asciugamano non va in acqua: si appoggia sul bordo o in testa.
  • I tatuaggi possono essere un problema in alcuni bagni comuni. Se ne avete, chiedete prima: molti ryokan hanno vasche private da prenotare a turno.
  • La cena, un kaiseki di molte piccole portate, si serve a un orario concordato all’arrivo: siate puntuali. Mentre cenate, il personale prepara i futon in camera.
  • La mancia non si usa. Il modo per ringraziare è un grazie detto bene e la camera lasciata in ordine.

Fioritura e folla: come conviverci

La folla nei luoghi famosi è inevitabile; l’orario, però, si può scegliere.

  • Uscite presto. Il Sentiero del filosofo alle sette è un posto diverso da quello delle undici. Lo stesso vale per Fushimi Inari, Arashiyama e il tempio di Kiyomizu.
  • Scegliete i giorni feriali per i grandi parchi di Tokyo, come Ueno: il sabato e la domenica sono presi d’assalto dai picnic.
  • Cercate i giardini a pagamento dei templi meno noti: un biglietto di qualche centinaio di yen basta a dimezzare le persone.
  • Guardate i ciliegi di sera: molti parchi e canali vengono illuminati, e l’atmosfera è un’altra.
  • Portate via i rifiuti. Di cestini in giro ce ne sono pochissimi: un sacchetto in borsa risolve.

Kanazawa, in questo, è un sollievo: riceve molti meno visitatori di Kyoto, e i ciliegi lungo il fiume Asano e attorno al parco del castello si godono con calma.

Il ritmo delle giornate

La regola che scriviamo nei carnet è semplice: una visita importante al mattino, una al pomeriggio, la sera libera. I templi aprono presto, spesso alle otto o alle nove, e chiudono fra le quattro e mezza e le cinque; a inizio aprile il sole tramonta poco dopo le sei. Conviene quindi partire presto e rientrare presto, con una pausa lunga a pranzo, quando molti ristoranti propongono menu completi a prezzi molto più bassi della cena.

In Giappone si cammina tantissimo, anche senza volerlo: corridoi delle stazioni, scale della metropolitana, viali dei templi. Quindici o venti chilometri in un giorno arrivano senza accorgersene. Per questo inseriamo una mezza giornata vuota ogni tre o quattro giorni.

I primi due giorni sono i più delicati. Il Giappone è otto ore avanti rispetto all’Italia fino all’ultima domenica di marzo, quando da noi scatta l’ora legale, e sette ore dopo. All’inizio il programma deve essere leggero, senza prenotazioni a orario fisso.

Documenti e ingresso

Oggi i cittadini italiani non hanno bisogno di visto per brevi soggiorni turistici, ma il Giappone sta preparando un sistema di autorizzazione elettronica da richiedere prima della partenza. Le regole possono cambiare: controllate la scheda del Giappone su viaggiaresicuri.it della Farnesina e il sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia quando prenotate, e di nuovo prima di partire. Per velocizzare immigrazione e dogana all’arrivo si può compilare in anticipo il modulo online Visit Japan Web.

Questo è lo schema di Giappone: Kyoto, Kanazawa e Tokyo, il nostro viaggio di primavera: tre basi, una notte in ryokan, i biglietti del treno calcolati e prenotati da noi, le valigie che viaggiano da sole da Kyoto a Tokyo. Nel carnet, accanto a ogni indirizzo, c’è anche la versione in giapponese da mostrare al tassista.

Strada di Higashiyama a Kyoto dopo la pioggia con ciliegi in fiore Il viaggio di cui parliamo Giappone Kyoto, Kanazawa e Tokyo da € 4.240