Otto giorni nella Puglia di mezzo e nel Salento, con il treno al posto dell’aereo: da Bologna a Bari in Frecciarossa, poi un minibus riservato al gruppo per tutto il viaggio. Dormiamo quattro notti in una masseria fortificata tra Ostuni e Fasano, circondata da ulivi secolari, e tre notti in un palazzo storico nel centro di Lecce. Le tappe sono brevi, mai più di un’ora e mezza di strada al giorno, e i pomeriggi lasciano spazio a un bagno in mare o a una pausa all’ombra. Una tour leader SayPaper accompagna il gruppo dall’arrivo a Bari fino al treno di rientro.
Il programma giorno per giorno
- Giorno 1 — Bologna, Bari, Ostuni Frecciarossa diretto da Bologna Centrale a Bari (circa 5 ore e mezza). Incontro con la tour leader in stazione, trasferimento in masseria e cena di benvenuto con verdure dell’orto e formaggi delle Murge.
- Giorno 2 — Alberobello e Locorotondo Mattina tra i trulli dei rioni Monti e Aia Piccola con una guida del posto, prima che arrivino i pullman. Nel pomeriggio Locorotondo, con le case a cummerse affacciate sulla valle, e degustazione di Locorotondo DOC in una cantina sociale. Cena in masseria.
- Giorno 3 — Ostuni e il frantoio ipogeo La Città Bianca a piedi, dalla Cattedrale alle scalinate della parte vecchia. Nel pomeriggio visita a un frantoio scavato nella roccia e assaggio di olio extravergine con pane di grano duro. Cena libera in paese.
- Giorno 4 — Polignano a Mare e Monopoli Lama Monachile e il centro di Polignano al mattino presto, poi il porto antico di Monopoli. Pomeriggio libero in spiaggia o in piscina; prima di cena, lezione di orecchiette e cavatelli con una cuoca del posto.
- Giorno 5 — Cisternino, Martina Franca, Lecce Il barocco di Martina Franca e il capocollo, poi pranzo a Cisternino in una macelleria con fornello, dove si scelgono le bombette al banco. Arrivo a Lecce nel tardo pomeriggio.
- Giorno 6 — Lecce Pasticciotto a colazione, poi la Basilica di Santa Croce, Piazza Sant’Oronzo con l’anfiteatro romano e un laboratorio di cartapesta. Pomeriggio e cena liberi.
- Giorno 7 — Roca Vecchia e Otranto La Grotta della Poesia e i faraglioni di Torre Sant’Andrea, poi Otranto: il mosaico pavimentale della Cattedrale, del XII secolo, e i bastioni sul mare. Cena di arrivederci in una trattoria salentina.
- Giorno 8 — Lecce, Bologna Mattina libera per gli ultimi acquisti, poi Frecciarossa diretto da Lecce a Bologna (circa 7 ore e mezza), con arrivo in serata.
Il tuo carnet
Nel carnet trovi la mappa disegnata a mano della Valle d’Itria con borghi, masserie e due passeggiate tra gli ulivi da fare al tramonto, l’elenco dei forni e delle macellerie con fornello scelti dalla tour leader, un piccolo glossario dei piatti (cialledda, fave e cicorie, rustico leccese) e la ricetta delle orecchiette della lezione del giorno 4, con lo spazio per i tuoi appunti.

Marco F. (verified owner) –
Siamo partiti in quattro amici sopra i cinquanta e il ritmo era giusto: visite al mattino, pomeriggi liberi. Le bombette a Cisternino, scelte al banco e cotte sul momento, valgono il viaggio. Lecce la sera è uno spettacolo.
Roberta e Gianni (verified owner) –
Il treno da Bologna è stato comodissimo e la masseria era tranquilla, con una piscina che a fine aprile nessuno usava tranne noi. Lecce di sera con la guida, indimenticabile davvero.
Lucia B. (verified owner) –
La masseria vicino a Ostuni era come nelle foto, ma il momento più bello è stata la lezione di orecchiette: abbiamo riso per due ore. Chiara, la tour leader, era sempre un passo avanti su orari e parcheggi. Viaggiare in treno invece che in aereo è stato un sollievo.
Stefano M. (verified owner) –
Itinerario ben dosato. Avrei voluto un giorno in più a Otranto, ma il ritmo lento era proprio quello che cercavamo dopo un inverno pesante.
Anna P. (verified owner) –
Seconda volta con SayPaper. Il carnet con le mappe dei paesi della Valle d’Itria l’abbiamo usato ogni sera per scegliere dove cenare.
Gianni R. (verified owner) –
Bel viaggio, mai stressante. Avrei tolto qualche ora a Polignano, affollata anche a fine settembre, per restare di più a Otranto. Il carnet con l’elenco dei forni lo abbiamo riusato quando siamo tornati da soli.